L’agri-fotovoltaico sfrutta la medesima superficie due volte: sotto, sopra o tra i moduli l’attività agricola prosegue – da «tetti solari» sopraelevati sopra le coltivazioni di frutta fino a file verticali di moduli nei prati. Il doppio utilizzo può persino proteggere le colture (grandine, bruciature da sole, evaporazione). In Svizzera l’agri-FV è un settore giovane e strettamente regolamentato: la zona agricola rimane protetta e l’installazione è consentita solo a determinate condizioni. (Stato: luglio 2026)
I punti chiave in sintesi
- Agri-FV significa doppio utilizzo: la superficie produce generi alimentari ed elettricità allo stesso tempo – l’agricoltura rimane l’uso principale.
- Prevalgono due tipologie costruttive: moduli sopraelevati sopra le colture e file di moduli verticali bifacciali.
- Un effetto secondario prezioso: i moduli possono fungere da protezione contro le intemperie – contro grandine, bruciature da sole e disseccamento.
- La zona agricola è protetta dalla pianificazione del territorio; l’agri-FV vi è ammesso solo a condizioni rigorose.
- Per la singola azienda agricola oggi il tetto rappresenta solitamente la via più economica – l’agri-FV è l’integrazione, non il sostituto.
Che cos’è l’agri-FV – e come si presenta nel concreto?
Con agri-fotovoltaico si intendono impianti in cui l’uso agricolo della superficie viene mantenuto e a questo si affianca la produzione di elettricità – non il contrario. Questo lo distingue radicalmente da un impianto a terra in campo aperto, che trasforma un prato in un parco solare: con l’agri-FV sotto, tra o accanto ai moduli la coltura continua a crescere.
Si sono sviluppate due tipologie costruttive:
Sopraelevata. I moduli sono posizionati a diversi metri da terra, in modo che le colture possano crescere al di sotto e i macchinari possano transitare. Applicazione tipica: frutticoltura e bacche, che già si trovano sotto reti di protezione o teli – in questo caso il tetto di moduli parzialmente trasparente sostituisce la protezione esistente contro le intemperie.
Verticale. I moduli bifacciali – attivi su entrambi i lati – sono disposti in file verticali nei prati, simili a recinzioni. Tra le file si falcia o si pascola. La produzione si sposta verso le ore mattutine e serali, quando il sole colpisce le superfici dei moduli con un angolo radente – una preziosa integrazione al picco di mezzogiorno degli impianti tradizionali, analogamente all'orientamento est-ovest sui tetti piani.
Il doppio beneficio è più di una trovata pubblicitaria: sopra colture sensibili i moduli agiscono come protezione contro la grandine e le bruciature da sole, riducendo l’evaporazione. L’arte della pianificazione risiede nel preservare la quantità di luce e la lavorabilità per la coltura – l’agri-FV è quindi sempre prima un progetto agricolo e poi un progetto energetico.
Cosa prevede la legge in Svizzera?
Prudenza di principio. La zona agricola è rigorosamente protetta dalle norme di pianificazione del territorio – i terreni coltivi devono produrre cibo, non diventare terreni edificabili. Gli impianti solari isolati su terreno sono quindi considerati delicati; l’agri-FV rientra in una deroga definita in modo restrittivo, il cui cardine è il mantenimento dell’uso agricolo principale: l’impianto deve servire all’attività agricola o quantomeno consentirne la prosecuzione documentata.
Nella pratica ciò significa che sono autorizzabili soprattutto i progetti in cui il doppio utilizzo funziona in modo comprovabile – come la protezione da intemperie tramite moduli per colture speciali. L’iter passa attraverso una procedura di autorizzazione ordinaria con i servizi cantonali competenti; non esiste qui una procedura standard come la procedura di notifica per i tetti di casa. Il quadro normativo è inoltre in evoluzione – la legislazione sull’energia ha dato una spinta generale agli impianti solari e la prassi concreta per l’agri-FV si sta delineando con i primi progetti e impianti pilota.
Per la singola azienda agricola ne deriva una gerarchia razionale: sfruttare innanzitutto le grandi superfici prive di contestazioni – i tetti. Stalle, fienili e rimesse offrono spesso superfici enormi senza ostacoli di pianificazione territoriale; le condizioni applicabili, dall’immissione totale alla questione dell’eternit, sono trattate nell’articolo Fotovoltaico su edifici agricoli. L’agri-FV su terreno rappresenta il secondo passo, più impegnativo.
Per chi è interessante l’agri-FV oggi?
Per aziende con le colture adatte e partner di progetto – meno per un guadagno rapido accessorio.
| Situazione di partenza | Inquadramento |
|---|---|
| Frutticoltura / coltivazione di bacche con protezione da intemperie esistente | il caso più interessante: il tetto di moduli sostituisce rete o telo |
| Prato con interesse per file verticali | possibile, produzione mattina/sera – progetto con partner specializzati |
| Campicoltura su vasta scala | impegnativo, terreno ideale per progetti pilota |
| Azienda agricola con tetti grandi e inutilizzati | prima i tetti – più semplice ed economico |
Inquadramento, stato: luglio 2026 – settore giovane e in evoluzione. Fanno fede la prassi autorizzativa cantonale e la valutazione nel singolo caso.
Inquadrato con realismo: l’agri-FV è tecnicamente affascinante ed economicamente sensato a livello sistemico – produzione di elettricità senza perdita di terreno coltivabile, con un contributo alla produzione invernale negli impianti verticali bifacciali simile alla logica degli impianti alpini. Per la singola azienda agricola nel 2026 rimane tuttavia un progetto con carattere pionieristico: maggiore complessità progettuale, iter autorizzativo giovane, necessità di partner specializzati. Chi desidera iniziare oggi fa meglio a farlo dove il beneficio agricolo aggiuntivo è evidente – avendo già coperto interamente i tetti.
Le richieste per l’agri-FV ci giungono solitamente dopo un servizio nei media – e la conversazione prende quasi sempre la medesima piega: guardiamo prima insieme ai tetti dell’azienda. Lì si trovano spesso centinaia di metri quadrati inutilizzati, senza incertezze di pianificazione territoriale e con un percorso di incentivi consolidato. Con ciò la questione energetica dell’azienda trova spesso risposta prima ancora di passare al terreno. I progetti su terreno che riteniamo realistici hanno tutti lo stesso fulcro: l’agricoltore cerca in primis una migliore protezione dalle intemperie per la propria coltura – e questa produce elettricità come effetto collaterale. Dove l’elettricità è la motivazione principale e la coltura diventa un pretesto, consigliamo cautela: anche le autorità autorizzative se ne accorgono.
Domande frequenti
Cresce ancora qualcosa sotto i moduli?
Sì, se l’impianto è stato progettato a questo scopo – la quantità di luce e la distribuzione dell’acqua fanno parte del dimensionamento. Alcune colture traggono persino beneficio dalla mezz’ombra e dalla protezione dalle intemperie. L’agri-FV viene pianificato coltura per coltura; non esiste una risposta generica valida per tutto, ma ne esiste una specifica per ogni tipo di coltura.
Come agricoltore posso semplicemente installare dei moduli sul mio prato?
No: la zona agricola è protetta, gli impianti isolati richiedono un’autorizzazione edilizia e questa viene concessa solo a determinate condizioni, prima fra tutte il mantenimento dell’attività agricola. L’iter passa attraverso procedure cantonali. Decisamente più semplici sono i tetti degli edifici rurali ed economici.
Qual è il vantaggio delle file di moduli verticali nei prati?
Producono soprattutto al mattino e alla sera, quando il sole basso colpisce i moduli verticali attivi su entrambi i lati – un’integrazione preziosa rispetto al picco di mezzogiorno degli impianti tradizionali. Tra le file la gestione agricola prosegue regolarmente. Per la rete questa distribuzione temporale è molto preziosa.
I moduli proteggono davvero dalla grandine?
Sopra colture sensibili i moduli sopraelevati possono svolgere la funzione delle reti antigrandine – è uno dei casi di applicazione più solidi. I moduli stessi sono testati contro la grandine. Se tale protezione possa sostituire la soluzione esistente viene chiarito dalla progettazione specifica per la coltura.
L’agri-FV conviene economicamente per la mia azienda?
Dipende dal progetto: dichiarazioni generiche sul rendimento non sarebbero serie. Il quadro realistico è questo: i tetti rappresentano oggi quasi sempre l’inizio più economico; l’agri-FV su terreno si ripaga soprattutto dove apporta un beneficio agricolo aggiuntivo, ad esempio come protezione dalle intemperie. Un calcolo caso per caso sostituisce qualsiasi regola empirica.
Prima consulenza gratuita
Un progetto energetico per la Sua azienda agricola? Iniziamo dal tetto.
Dal fienile alle colture speciali: Le mostriamo dove la Sua azienda può produrre energia solare nel modo più economico – indicando con trasparenza cosa sia autorizzabile oggi.
Preferisce telefonare? +41 78 830 83 35
Installatore fotovoltaico per la Sua regione →
Azienda specializzata con certificazione Swissolar · Autorizzazione d’installare dell’ESTI (art. 14 OIBT) · dal 2017 a Zurigo · oltre 150 impianti realizzati · risposta personale dall’azienda specializzata, nessun call center
Fonti: diritto della pianificazione del territorio (zona agricola), pubblicazioni di UFE/Agroscope sull’agri-fotovoltaico, basi tecniche generali sui sistemi bifacciali e sopraelevati; inquadramento di ecoEn GmbH, regione di Zurigo.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026 · Autore: Redazione ecoEn

