Risposta in breve

Per il tipico impianto privato: no. La tariffa di ritiro è una tariffa pubblicata del Suo gestore di rete – vale per tutti allo stesso modo, non è prevista trattativa. Esistono invece quattro leve legali con il medesimo effetto: scegliere il giusto modello di rimunerazione (dove c’è scelta), commercializzare correttamente la GO, verificare le opzioni LEG – e azionare la leva maggiore, che non dipende affatto dall’azienda elettrica: l’autoconsumo. (Stato: luglio 2026)

I punti chiave in sintesi

  • Le tariffe di ritiro pubblicate non sono materia di trattativa – ciò del resto protegge anche Lei: nessuno con agganci migliori presso l’azienda elettrica riceve più di Lei.
  • Leva 1 – Scelta del modello: singole aziende offrono opzioni reali (AEW: prezzo fisso o mercato; Winterthur: modello contrattuale) – la scelta corretta porta centesimi reali.
  • Leva 2 – GO: da 1 a 3,5 ct./kWh che affluiscono soltanto previa richiesta attiva – l’importo più «trattabile» è quello che finora ha tralasciato.
  • Leva 3 – LEG: dal 2026 può commercializzare l’eccedenza nel vicinato – l’unico modo per cambiare effettivamente l’acquirente.
  • Leva 4 – Autoconsumo: ogni kWh non immesso si sottrae completamente alla questione tariffaria – e vale un multiplo.
  • Eccezione alla regola: grandi impianti superiori a 150 kW – lì inizia la vera libertà di commercializzazione.

Perché sulla tariffa non c’è nulla da contrattare

La tariffa di ritiro fa parte del rapporto regolamentato tra gestore di rete e produttori: l’azienda elettrica pubblica le sue aliquote, esse valgono allo stesso modo per tutti gli impianti della zona di rete, e dal 2026 la legge sull’energia fissa inoltre i paletti – Prezzo di riferimento del mercato come standard, rimunerazione minima come soglia inferiore. Una telefonata del tipo «per 10 kWp potreste venirmi incontro» cade pertanto nel vuoto – non per mancanza di volontà, ma perché gli scounts individuali semplicemente non sono previsti in questo sistema.

La buona notizia risiede nel medesimo principio: la parità di trattamento protegge i piccoli. Il Suo impianto da 10 kWp riceve esattamente la stessa aliquota pubblicata di qualsiasi altro – il potere di mercato non gioca alcun ruolo. Il margine di trattativa nasce soltanto dove la legge lo prevede: per i grandi impianti (a questo proposito in conclusione).

Leva 1: Scegliere il giusto modello – dove esistono modelli

«Non contrattabile» non significa «senza alternative». Singole aziende elettriche offrono reali possibilità di scelta, e la scelta significa denaro contante:

Il «successo di trattativa» risiede quindi nella lettura delle schede tariffarie, non nella telefonata: la stessa azienda elettrica, lo stesso impianto – a seconda del prodotto scelto si registrano diversi centinaia di franchi di differenza all’anno.

Leva 2: Non tralasciare la GO

L’importo «trattabile» maggiore nella maggior parte degli impianti è quello che non è mai stato richiesto: la rimunerazione della GO da 1,0 a 3,5 ct./kWh. Non affluisce quasi mai automaticamente – registrazione presso Pronovo, ordine permanente all’azienda elettrica, per singole aziende richieste esplicite e scadenze. Chi qui è registrato correttamente ha di fatto «ricontrattato» la propria rimunerazione del 10–30 percento – con moduli anziché trattative.

Leva 3: Cambiare l’acquirente – la LEG

Fino al 2025 c’era esattamente un acquirente per la Sua eccedenza: l’azienda elettrica locale. Dal 2026 non più – in una raggruppamento locale di elettricità vende al vicinato, a condizioni concordate autonomamente. Questo è l’unico vero «mercato» per i produttori privati: nella città di Zurigo ewz.solarquartier porta 14 ct. anziché una media di 12,91 ct.; altrove le offerte stanno nascendo proprio ora. Per grandi tetti con molta eccedenza l’opzione LEG appartiene oggi a qualsiasi considerazione di commercializzazione.

Leva 4: La tariffa che stabilisce Lei stesso

La leva più efficace non ha nulla a che fare con l’azienda elettrica: ogni chilowattora autoconsumato si sottrae completamente alla questione tariffaria – sostituisce il prelievo a 25–35 ct. anziché incassare l’immissione a 6–14 ct. Spostare i consumi nelle ore di sole, collegare pompa di calore e auto elettrica, verificare l’accumulatore: ottimizzare l’autoconsumo è la trattativa che può vincere ogni giorno.

L’eccezione: i grandi impianti

Al di sopra dei 150 kW termina il mondo protetto della rimunerazione minima – e inizia la vera commercializzazione: commercializzazione diretta tramite intermediari, contratti di acquisto a lungo termine (PPA), prodotti di flessibilità. Lì si contratta effettivamente – con conoscenza del mercato e contratti. Per i grandi tetti agricoli, commerciali e plurifamiliari questo è un tema di consulenza a sé; per la casa unifamiliare rimane fuori portata – e dato lo scudo protettivo sottostante non è una perdita.

Dalla prassi

La domanda sulla trattativa nasce spesso da una giusta osservazione: «Il mio vicino in città riceve 13 centesimi, io soltanto 9 – ci dovrà pur essere un margine.» La risposta onesta è composta da due parti. In primo luogo: no, la tariffa dell’azienda elettrica del vicino è per Lei irraggiungibile – il gestore di rete dipende dall’indirizzo. In secondo luogo, e più importante: in quasi tutti gli impianti che ci pongono questa domanda, troviamo all’interno della propria zona di rete centesimi non utilizzati – una domanda GO mai presentata, un modello predefinito anziché la scelta migliore, un boiler che scalda a mezzanotte. Sommati insieme, ciò supera regolarmente in modo netto il «margine di trattativa» che non è mai esistito.

Domande frequenti

Posso ottenere una tariffa di ritiro migliore passando a un altro fornitore di elettricità?

No – la rimunerazione dell’immissione passa sempre attraverso il gestore di rete locale, e questo non è selezionabile. La scelta del fornitore per il prelievo (accesso al mercato) è un altro tema e per le economie domestiche comunque (ancora) non è libera.

Conviene chiedere all’azienda elettrica condizioni migliori?

Per quanto riguarda gli sconti: no. Per quanto riguarda i modelli e prodotti disponibili: assolutamente – è proprio lì che risiedono le differenze legali. La domanda corretta non è «c’è un margine sul prezzo?», bensì «quali prodotti di rimunerazione offrite e quale si adatta al mio profilo?».

La mia azienda elettrica paga nettamente meno della comune vicina – posso far valere le mie ragioni?

Finché la rimunerazione minima legale viene rispettata: no, si tratta di una definizione tariffaria ammissibile. Se un’azienda elettrica scende sotto la soglia minima o rifiuta il ritiro/il pagamento della GO, la via da seguire è la ElCom.

Un accumulatore modifica la mia «posizione contrattuale»?

Non nei confronti dell’azienda elettrica – ma sposta i chilowattora dal lato debole (immissione) a quello forte (autoconsumo). Ciò equivale economicamente a un aumento tariffario – soltanto fatto da sé.

Tutto questo vale anche per RCP e case plurifamiliari?

Sì – l’eccedenza RCP viene rimunerata alla tariffa pubblicata come qualsiasi immissione (dettagli). La vendita interna di elettricità nel RCP segue regole proprie ed è effettivamente modellabile – all’interno dei paletti di protezione degli inquilini.

Prima consulenza gratuita

Troviamo i centesimi che esistono davvero.

Scelta del modello, stato della GO, opzioni LEG, autoconsumo: verifichiamo la Sua commercializzazione gratuitamente – anziché prometterLe successi di trattativa che nessuno può fornire.

Azienda specializzata con certificazione Swissolar · Autorizzazione d’installare dell’ESTI (art. 14 OIBT) · dal 2017 a Zurigo · oltre 150 impianti realizzati · risposta personale dall’azienda specializzata, nessun call center

Fonti: Legge sull’energia/Ordinanza sull’energia (regole di rimunerazione), schede tariffarie dei gestori di rete regionali, ElCom.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026 · Autore: Redazione ecoEn