Il refrigerante è il fluido termovettore all’interno di ogni pompa di calore – trasporta il calore evaporando e condensando ciclicamente. Per Lei in qualità di proprietario di casa sono rilevanti due aspetti: l’impatto ambientale della sostanza (i fluidi naturali come l’R290/propano hanno prestazioni nettamente migliori rispetto ai vecchi sintetici) e la sicurezza (i fluidi infiammabili richiedono un luogo di installazione idoneo). Sul circuito frigorifero interviene esclusivamente l’azienda specializzata. (Stato: luglio 2026)
I punti chiave in sintesi
- Il refrigerante non è un combustibile e non si consuma – circola all’interno di un circuito chiuso ed ermetico.
- Il suo impatto ambientale si misura tramite il valore GWP (potenziale di riscaldamento globale in caso di perdite) – qui si distingue il passato dal futuro.
- L’R290 (propano) è il refrigerante naturale d’elezione del momento: impatto serra bassissimo, eccellente efficienza, ma infiammabile.
- Infiammabilità non significa «pericoloso», bensì «il luogo di installazione e la posa devono essere adeguati» – questo è compito dell’azienda specializzata.
- Ai fini della Sua scelta d’acquisto contano anzitutto: fluido orientato al futuro, collocazione adatta ed esecuzione impeccabile.
Che ruolo svolge il refrigerante nella pompa di calore?
La pompa di calore non produce calore, lo trasporta – dall’esterno (aria o sottosuolo) verso l’interno. Il fluido che compie questo trasporto è il refrigerante. Possiede una proprietà peculiare: evapora già a temperature molto basse. Nell’evaporatore assorbe il calore ambientale e diventa gassoso, un compressore comprime il gas innalzandone la temperatura, nel condensatore cede il calore all’impianto di riscaldamento tornando allo stato liquido – e il ciclo ricomincia.
È fondamentale comprendere che questo circuito è chiuso ed ermetico. Il refrigerante non viene bruciato né consumato; durante il normale funzionamento la carica iniziale rimane invariata nel sistema per tutta la sua durata. Un rabbocco non fa parte della normale manutenzione, bensì è un segnale d’allarme: se la quantità diminuisce, significa che vi è una perdita – una situazione di guasto, non parte della manutenzione ordinaria. Inoltre, trovandosi il circuito sotto pressione, è assolutamente vietato intervenire a chi non sia del mestiere: solo personale tecnico in possesso dell’abilitazione richiesta può operarvi.
Perché il refrigerante è un tema rilevante?
Per due ragioni che non riguardano la gestione quotidiana, ma che influenzano l’evoluzione dell’intero settore: ambiente e sicurezza.
La questione ambientale ruota attorno al valore GWP (Global Warming Potential): indica l’effetto serra provocato da un refrigerante nell’eventualità di una fuga. I vecchi refrigeranti sintetici presentano valori molto alti – in caso di rilascio, l’impatto sul clima è rilevante. Proprio per questo motivo la regolamentazione si sta allontanando da anni da queste sostanze, privilegiando fluidi a basso effetto serra. Tale tendenza spiega perché i nuovi apparecchi puntino sempre più spesso su refrigeranti naturali.
La questione della sicurezza rappresenta il rovescio della medaglia: molti dei fluidi ecologici sono infiammabili. È un aspetto gestibile, ma richiede che la posizione di installazione e il montaggio siano conformi. Pertanto il refrigerante diventa un fattore da ponderare in fase di pianificazione, pur non dovendosene mai occupare durante l’esercizio ordinario.
Panoramica su R290 (propano) e alternative
| Tipo di refrigerante | Ambiente (GWP) | Particolarità | Ruolo attuale |
|---|---|---|---|
| Sintetici meno recenti (gas fluorurati) | elevato | collaudati, ma dannosi per il clima in caso di perdita | in dismissione, sotto pressione normativa |
| R290 / propano (naturale) | molto basso | efficiente, ideale per temperature di mandata elevate – ma infiammabile | il fluido emergente nei nuovi apparecchi |
| Altri naturali (ad es. CO2, per applicazioni speciali) | molto basso | a seconda della sostanza occorre tecnologia specifica | nicchie / ambiti applicativi specifici |
Valutazione, stato: luglio 2026. I dispositivi disponibili e le disposizioni normative puntuali sono in continua evoluzione – fanno stato le prescrizioni correnti e il prodotto specifico.
L’R290 è così diffuso perché soddisfa più requisiti contemporaneamente: impatto climatico minimo, ottima efficienza e capacità di fornire temperature di mandata più elevate in modo conveniente – un vantaggio cruciale soprattutto negli edifici esistenti. Il contrappeso è l’infiammabilità, di cui tratta la sezione seguente.
Cosa comporta l’infiammabilità per il luogo di installazione?
Innanzitutto un principio chiave: è un tema di progettazione, non un criterio di esclusione. Refrigeranti infiammabili come il propano sono impiegati in sicurezza in innumerevoli apparecchiature – la sicurezza si ottiene tramite un dimensionamento corretto. Nelle pompe di calore aria-acqua con unità esterna la questione è peraltro ampiamente semplificata, dato che il circuito frigorifero è all’esterno. Se vi sono componenti installati all’interno, si applicano requisiti specifici di volumetria del locale, ventilazione e posizionamento – l’azienda specializzata ne è a conoscenza e pianifica la posizione di conseguenza.
Per Lei questo si traduce in: chieda durante la progettazione quale refrigerante utilizzi l’apparecchio e cosa implichi per il luogo di installazione previsto. Un fornitore serio risponde prontamente e integra questo dato nel piano di posa. Collocazioni improvvisate «solo perché lì c’era spazio» sono del tutto inaccettabili in presenza di fluidi infiammabili.
A cosa dovrebbe prestare attenzione al momento dell’acquisto?
Tre punti sono sufficienti per orientare la scelta d’acquisto. Primo, la sicurezza futura: un apparecchio con refrigerante naturale e rispettoso del clima è allineato all’evoluzione normativa – per un impianto destinato a funzionare vent’anni, questo è un argomento decisivo. Secondo, la collocazione: si faccia confermare che refrigerante e luogo di posa siano reciprocamente compatibili; fa parte di una rigorosa pianificazione della sostituzione del riscaldamento. Terzo, l’esecuzione: il circuito frigorifero deve essere posato a regola d’arte e a perfetta tenuta – qui emerge la vera qualità e si apprezza un’azienda specializzata competente.
Non Le servono nozioni approfondite di termodinamica. È sufficiente considerare il tipo di refrigerante tra i criteri di scelta – proprio come per un impianto solare non si approfondisce la chimica delle celle, pur sapendo che influisce sulle prestazioni.
Nei colloqui di consulenza il tema del refrigerante viene sollevato di rado in modo spontaneo – e quando accade, perlopiù per timore dell’infiammabilità del propano. Prendiamo sul serio questa preoccupazione e la inquadriamo con chiarezza: un’unità esterna alloggia il circuito frigorifero all’aperto, e laddove sia richiesta un’installazione interna, progettiamo l’ubicazione secondo le normative vigenti. Ciò che raccomandiamo vivamente è di orientarsi consapevolmente all’acquisto verso un refrigerante a prova di futuro. Sarebbe un peccato installare un apparecchio destinato a durare vent’anni con una sostanza destinata al disuso.
Domande frequenti
Devo far rabboccare il refrigerante?
No. Il circuito frigorifero è chiuso e il refrigerante non si consuma. Se occorre rabboccarlo significa che c’è una perdita – questo richiede un intervento di assistenza da parte di un’azienda specializzata, non una semplice manutenzione ordinaria.
Una pompa di calore a propano (R290) è pericolosa?
No, se installata a regola d’arte. Il propano è infiammabile, ma viene impiegato in piena sicurezza all’interno di sistemi chiusi e collaudati. Elementi decisivi sono il luogo di installazione adatto e un montaggio meticoloso – entrambi di competenza dell’azienda specializzata.
Perché i vecchi refrigeranti vengono sostituiti?
A causa del loro elevato effetto serra in caso di perdite. La normativa impone da anni il passaggio a sostanze con basso valore GWP – i refrigeranti naturali come il propano soddisfano questo requisito e stanno quindi diventando lo standard sui nuovi apparecchi.
Esiste un obbligo di controllo per il mio refrigerante?
A seconda della quantità di refrigerante possono essere previsti controlli periodici di tenuta – ciò riguarda prevalentemente gli impianti di dimensioni maggiori. Se il Suo rientri tra questi Le verrà comunicato dall’azienda specializzata alla consegna dell’impianto; i principi di base sono descritti nell’articolo Manutenzione & durata di vita.
Il refrigerante influisce sull’efficienza della pompa di calore?
Gioca un ruolo – alcuni fluidi erogano temperature di mandata elevate con maggiore efficienza, fattore rilevante soprattutto negli edifici esistenti. L’efficienza complessiva dipende però da molti altri fattori oltre al refrigerante: dimensionamento, fonte termica e tipologia dell’edificio hanno un peso maggiore.
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Fonti: SvizzeraEnergia, FWS Associazione professionale svizzera delle pompe di calore, Ufficio federale dell’ambiente UFAM (refrigeranti/ORRChim), documentazione dei produttori.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026 · Autore: Redazione ecoEn

