Con un impianto solare la Sua bolletta dell’elettricità è composta da due direzioni: il prelievo (energia + utilizzo della rete + tributi – come finora) e l’immissione (rimunerazione dell’energia, per lo più trimestrale, oltre a una voce separata per la GO). Risulta disorientante soprattutto perché entrambe le direzioni hanno prezzi e ritmi differenti. Chi sa verificare cinque voci sa leggere qualsiasi conteggio – e scopre sorprendentemente spesso denaro dimenticato. (Stato: luglio 2026)
I punti chiave in sintesi
- Il Suo conteggio mostra due operazioni distinte: acquista elettricità alla tariffa piena di prelievo e vende l’eccedenza alla tariffa (più bassa) di ritiro – alla fine viene conteggiato il saldo.
- L’elettricità solare autoconsumata non compare da nessuna parte – è il risparmio invisibile che riduce la quantità prelevata.
- Nei modelli basati sui prezzi di mercato, l’immissione viene rimunerata in modo diverso per ogni trimestre; i pagamenti mensili sono importi di acconto.
- La rimunerazione della GO è una voce a sé stante – se manca, regala denaro (ecco come recuperarlo).
- Controllo in cinque minuti una volta all’anno: quantità prelevata plausibile? Quantità immessa ≈ produzione meno autoconsumo? Tariffa = tariffario pubblicato? GO presente? Acconto conteggiato?
Perché il conteggio si presenta diversamente con il fotovoltaico
Senza impianto solare la bolletta elettrica è a senso unico: prelievo moltiplicato per la tariffa, finito. Con l’impianto Lei diventa un produttore – e il Suo contatore (oggi un contatore intelligente) misura entrambe le direzioni separatamente: ciò che preleva dalla rete e ciò che immette. Ne derivano due sezioni di conteggio con prezzi propri, ritmi propri e – cosa che genera maggiore confusione – senza compensazione diretta dei volumi: un chilowattora prelevato costa 25–35 centesimi, uno immesso frutta 6–14 (perché).
E una terza grandezza manca di proposito: l'autoconsumo – l’elettricità solare che dal tetto fluisce direttamente nei Suoi apparecchi – avviene dietro il contatore e non compare su alcun conteggio. Si manifesta solo indirettamente: come una quantità di prelievo sensibilmente diminuita.
Le singole voci in dettaglio
Parte 1: Prelievo (Lei acquista). Come prima dell’impianto, solo di meno: energia (tariffa alta/bassa), utilizzo della rete, tributi (RIC/supplemento di rete, tributi comunali), tariffa di misurazione, IVA. Punto di verifica: rispetto al periodo precedente al solare, la quantità prelevata dovrebbe essere calata sensibilmente – pari al Suo autoconsumo.
Parte 2: Immissione (Lei vende). Qui dipende dal modello:
| Voce | Cosa vi sta dietro |
|---|---|
| Rimunerazione dell’energia | kWh immessi × tariffa della Sua azienda elettrica – nei modelli con prezzo di mercato diversa ogni trimestre (prezzo di mercato di riferimento), ma almeno il limite inferiore legale |
| Rimunerazione GO | voce separata per la garanzia d’origine – solo se registrata (dettagli); presso WWZ ad es. solo a maggio dell’anno successivo |
| Acconto/conteggio finale | I versamenti mensili sono anticipi; il conteggio trimestrale o annuale opera il conguaglio |
Il saldo. A seconda dell’azienda elettrica, prelievo e immissione vengono compensati sulla stessa fattura oppure fatturati/rimunerati separatamente. Entrambe le modalità sono corrette – l’importante è che Lei veda entrambe le parti.
I cinque dubbi più frequenti – chiariti
1. «Produco più di quanto consumo – perché continuo a pagare?» Perché produzione e consumo non avvengono contemporaneamente: a mezzogiorno eccedenza venduta a 10 ct./kWh, la sera prelievo acquistato a 30 ct./kWh. I volumi annui possono coincidere, i franchi no – è questo il fulcro della logica dell’autoconsumo. 2. «La rimunerazione per kWh cambia continuamente.» Con i modelli basati sui prezzi di mercato è corretto – l’aliquota varia ogni trimestre. Confronti con i valori trimestrali pubblicati, non con l’anno precedente. 3. «Dov’è il mio autoconsumo?» Da nessuna parte – ed è un bene: per esso non sono dovuti né corrispettivi di rete né tributi sull’elettricità – proprio perché non è mai passato dalla rete. Trova questo dato nell’app di monitoraggio, non sulla fattura. 4. «Che cos’è questa voce GO?» Il Suo ricavo dai certificati. Se manca nonostante l’impianto sia registrato presso Pronovo: chieda all’azienda elettrica – la scoperta più frequente nelle nostre verifiche dei conteggi. 5. «Gli importi mensili non tornano mai.» Non devono tornare – sono pagamenti di acconto. Fa stato il conteggio finale; lì verifichi una volta volumi e tariffe applicate.
Il controllo annuale in 5 minuti
Una volta all’anno, preferibilmente con il conteggio finale:
1. Verificare la plausibilità della quantità immessa: produzione (app) meno autoconsumo (app) ≈ kWh immessi (fattura)? Notevole discrepanza → chiarire la lettura del contatore/la misurazione. 2. Confrontare la tariffa: aliquota sulla fattura = tariffario attuale o valore trimestrale pubblicato? 3. Voce GO presente e con volume plausibile? 4. Andamento della quantità prelevata: stabile rispetto all’anno precedente o giustificabile (nuova auto elettrica, pompa di calore)? 5. Acconti conteggiati correttamente, nessuna voce duplicata?
Cinque minuti – e Lei saprà sul Suo impianto più della maggior parte dei proprietari. In caso di discrepanze: presentare il conteggio all’installatore o all’azienda elettrica; per entrambi è normale routine.
In occasione della messa in servizio offriamo di esaminare insieme il primo conteggio annuale – un quarto d’ora diventato consuetudine da quando abbiamo notato quanto spesso accadano le stesse tre cose: manca la voce GO (registrazione mai completata), la quantità immessa è sorprendentemente elevata (autoconsumo peggiore del previsto – per lo più risolvibile con timer e sistemi di controllo), oppure si applica semplicemente il metro di giudizio errato («l’impianto non rende nulla» – eppure nella valutazione mancavano solo i franchi invisibili dell’autoconsumo). Tutte e tre le constatazioni hanno lo stesso valore: non costano nulla se non uno sguardo – e proprio per questo vale la pena saper interpretare questo documento.
Domande frequenti
Per l’immissione ricevo un accredito separato o una compensazione?
Accadono entrambe le cose – a seconda dell’azienda elettrica viene saldato o versato separatamente. Fa stato la prassi del Suo gestore di rete; a fine anno deve tornare la somma, non la forma.
Perché sulla mia fattura compare una tariffa di misurazione?
La misurazione (contatore intelligente, fornitura dati) viene fatturata separatamente – con e senza fotovoltaico. Dettagli e i Suoi diritti: Contatori intelligenti in Svizzera.
La mia rimunerazione per l’immissione oscilla fortemente tra i trimestri – è un errore?
Nei modelli basati sul prezzo di mercato no, è proprio il modello: i trimestri estivi rimunerano tipicamente meno di quelli invernali. Verifichi rispetto ai valori trimestrali pubblicati – non rispetto alla media.
Devo dichiarare i ricavi dell’immissione nella dichiarazione d’imposta?
Sì, i ricavi da immissione e da GO vanno per principio dichiarati; in cambio l’investimento è deducibile. I dettagli: Deduzione fiscale per impianti solari.
Posso far controllare il conteggio da voi?
Sì – esaminiamo gratuitamente i conteggi, anche di impianti che non abbiamo realizzato noi. Di solito occorrono dieci minuti; a volte si individuano diverse centinaia di franchi all’anno.
Prima consulenza gratuita
Conteggio poco chiaro? Glielo spieghiamo noi.
Ci invii il Suo ultimo conteggio annuale – verificheremo gratuitamente volumi, tariffe e la voce GO e Le diremo se c’è denaro che Le spetta.
Preferisce telefonare? +41 78 830 83 35
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Fonti: prassi di conteggio dei gestori di rete regionali, ElCom (prescrizioni sulla trasparenza delle fatture), tariffari 2026.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026 · Autore: Redazione ecoEn

