Risposta in breve

Dal 1° settembre 2022 nel Canton Zurigo vige l’obbligo di adottare un impianto di riscaldamento rinnovabile in caso di sostituzione di un riscaldamento a gasolio o a gas – nella pratica per lo più una pompa di calore, in alternativa teleriscaldamento, legna o altre soluzioni riconosciute. Possono rimanere fossili solo coloro che dimostrano che il rinnovabile è tecnicamente impossibile o comporta più del 5 per cento di costi supplementari lungo il ciclo di vita – e anche in tal caso solo per edifici energeticamente efficienti. I riscaldamenti elettrici esistenti devono essere sostituiti entro il 2030. (Stato: luglio 2026)

I punti chiave in sintesi

  • Regola fondamentale (§ 11 EnerG): in caso di sostituzione del generatore di calore in edifici esistenti è obbligatorio un sistema di riscaldamento rinnovabile.
  • Sono considerati rinnovabili tra gli altri: pompe di calore, riscaldamenti a legna, impianti solari termici, teleriscaldamento (almeno 70 % rinnovabile/calore residuo) e soluzioni a biogas (almeno 80 % lungo la durata di vita).
  • L’eccezione è molto restrittiva: tecnicamente non realizzabile oppure oltre il 5 % di costi supplementari lungo il ciclo di vita – calcolati con lo strumento ufficiale EN-LCC-ZH e verificati dal comune.
  • Anche in caso di deroga sussiste un requisito di efficienza: certificazione Minergie, classe CECE D o migliore, anno di costruzione dal 1990 – oppure soluzioni standard definite.
  • I riscaldamenti elettrici esistenti devono essere sostituiti entro il 2030; per i casi di effettivo rigore si applica il § 11b EnerG.

Cosa prescrive la legge sull’energia dal 2022?

Con la revisione della legge cantonale sull’energia (EnerG, in vigore dal 1° settembre 2022) Zurigo ha disciplinato nuovamente la sostituzione dei riscaldamenti: chi sostituisce il generatore di calore in un edificio esistente deve passare a un sistema rinnovabile. Fa stato la data della licenza – per tutti gli impianti autorizzati da allora valgono le nuove norme senza periodo transitorio.

Importante per la comprensione: la legge non vieta l’esercizio dei riscaldamenti a gasolio o a gas esistenti. Si applica solo al momento della sostituzione – ma in modo vincolante. Chi fa funzionare la propria caldaia a gas di 20 anni non viola alcuna norma; chi la sostituisce si trova di fronte al bivio: rinnovabile o prova di deroga.

Quali sistemi sono considerati rinnovabili?

SoluzioneCondizione
Pompa di calore (aria, sonda geotermica, acqua)riconosciuta – lo standard nella pratica
Riscaldamento a legna (pellet, legna in pezzi, cippato)riconosciuto
Impianto solare termicoriconosciuto (per lo più come integrazione)
Allacciamento al teleriscaldamentoalmeno 70 % di energia rinnovabile o calore residuo
Biogas / combustibili sintetici rinnovabilialmeno l'80 % di quota rinnovabile sull’intera durata di vita del generatore di calore (§ 11a EnerG)

Stato: luglio 2026, secondo le pubblicazioni del Canton Zurigo. Fanno stato la EnerG e la prassi applicativa corrente.

Nella pratica per la casa unifamiliare la scelta ricade per lo più sulla pompa di calore – come avvenga concretamente la transizione è illustrato in Sostituzione del riscaldamento: da gasolio/gas a pompa di calore, e se la propria casa sia idonea è spiegato in Pompa di calore negli edifici esistenti. La variante a biogas sembra allettante e semplice, ma merita una valutazione prudente sui costi a lungo termine del combustibile e sulla disponibilità di contratti di fornitura per l’intera durata di vita.

L’eccezione: quando è ancora consentito il fossile?

Il legislatore ha lasciato una fessura aperta – ma davvero solo una fessura. Può sostituire con il fossile solo chi dimostra uno dei due requisiti:

1. Tecnicamente impossibile: sull’immobile non è realizzabile alcuna soluzione rinnovabile – un caso raro che deve essere debitamente motivato. 2. Oltre il 5 % di costi supplementari lungo il ciclo di vita: non si calcola il prezzo di acquisto, ma i costi complessivi sull’arco della durata di vita – investimento, energia, manutenzione. A questo scopo il Cantone mette a disposizione lo strumento Excel ufficiale EN-LCC-ZH; il calcolo viene inoltrato con la domanda al comune, che lo esamina.

Questa analisi del ciclo di vita è il motivo per cui la deroga scatta raramente: i sistemi fossili sono sì più economici all’acquisto, ma lungo 20 anni di costi del combustibile e tassa sul CO₂ il bilancio si ridimensiona nettamente – per non parlare degli incentivi per la pompa di calore, che intervengono anch’essi nel calcolo comparativo.

E anche chi ottiene la deroga non può installare senza condizioni: l’edificio deve presentare uno standard energetico adeguato – certificato Minergie, classe CECE D o migliore, anno di costruzione dal 1990 o più recente – oppure devono essere attuate soluzioni standard definite (ad es. impianto solare, isolamento termico di finestre/facciata/tetto, recupero di calore o un sistema bivalente). Un vecchio edificio mal isolato non può quindi cavarsela semplicemente con il fossile.

Per i casi di effettivo rigore – ad esempio se l’investimento non è economicamente sostenibile – il § 11b EnerG prevede inoltre una clausola di rigore.

Come si svolge concretamente la procedura?

La procedura dipende dalla scelta effettuata:

  • Rinnovabile (caso normale): le pompe di calore rientrano nella procedura di notifica – dal 2023 senza licenza edilizia, con un termine di 30 giorni per il comune. L’onere amministrativo è contenuto e spetta all’azienda specializzata.
  • Fossile (caso eccezionale): in questo caso occorre la domanda per impianti termotecnici (WTA) presso il comune – comprensiva del calcolo del ciclo di vita con EN-LCC-ZH e della prova dei requisiti di efficienza. L’ufficio tecnico comunale verifica se la soglia del 5 per cento sia effettivamente superata.

Un caso particolare merita attenzione: la sostituzione d’emergenza del riscaldamento. Se la caldaia si guasta a gennaio, esistono canali applicativi per soluzioni provvisorie – non si dovrebbe tuttavia improvvisare, bensì coinvolgere immediatamente il comune e l’azienda specializzata. La migliore tutela resta comunque pianificare la sostituzione prima che il guasto la imponga.

Riscaldamenti elettrici: il termine scade nel 2030

Spesso trascurato: la legge sull’energia non riguarda solo gasolio e gas. I riscaldamenti elettrici esistenti devono essere sostituiti entro il 2030 – la scadenza è fissa e si avvicina. Chi riscalda ancora direttamente con l’elettricità non dovrebbe rimandare il passaggio al 2029: la richiesta di installatori tenderà ad aumentare verso la fine del termine e una ristrutturazione pianificata è sempre più conveniente di una precipitosa.

Cosa significa ciò per la Sua pianificazione?

Tre conclusioni concrete dopo quattro anni di prassi applicativa:

1. Non faccia affidamento sulla deroga. La soglia del 5 per cento è volutamente severa; nella stragrande maggioranza delle case unifamiliari la pompa di calore vince comunque il calcolo del ciclo di vita. 2. Sfrutti il momento opportuno. Chi pianifica la sostituzione anziché subirla combina intelligentemente: pompa di calore più fotovoltaico nello stesso progetto evita doppi cantieri e sfrutta appieno gli incentivi. 3. Tenga d’occhio le scadenze: riscaldamento elettrico entro il 2030, e per ogni riscaldamento fossile esistente chiedersi se il prossimo guasto si trasformerà in una sostituzione imprevista.

Dalla prassi

Da quando le regole sono in vigore, una preoccupazione si è rivelata ampiamente infondata: che i proprietari di casa venissero spinti in massa verso costose soluzioni forzate. Ciò che vediamo invece è che il calcolo del ciclo di vita richiesto dalla legge è esattamente il calcolo che si dovrebbe compiere anche senza obbligo di legge – e nella stragrande maggioranza dei casi dà ragione alla pompa di calore. La situazione diventa critica quasi solo dove per anni non si è investito nulla e la caldaia si guasta all’improvviso. La sostituzione più costosa è quella non pianificata.

Domande frequenti

Devo sostituire la mia caldaia a gas funzionante?

No. L’obbligo interviene solo al momento della sostituzione del generatore di calore. Gli impianti esistenti possono continuare a funzionare ed essere riparati – solo la sostituzione è soggetta alle nuove regole.

Posso semplicemente installare di nuovo una caldaia a gas e acquistare biogas?

Solo alle condizioni del § 11a EnerG: almeno l'80 per cento di quota rinnovabile sull’arco della durata di vita, garantita contrattualmente. Calcoli i costi del combustibile su 20 anni prima di scegliere questa strada – raramente è la più conveniente.

Chi verifica la deroga del 5 per cento?

Il comune, sulla base del Suo calcolo del ciclo di vita effettuato con lo strumento ufficiale EN-LCC-ZH. L’onere della prova spetta al committente.

La normativa vale anche per le case plurifamiliari?

Sì, l’obbligo di sostituzione si applica agli edifici esistenti in generale. Proprio nelle case plurifamiliari conviene iniziare presto la pianificazione, poiché occorre considerare distribuzione del calore, acqua calda e possibilmente un RCP.

Cosa succede se il mio riscaldamento si guasta in pieno inverno?

Per le emergenze esistono iter applicativi con soluzioni provvisorie – contattare immediatamente il comune e l’azienda specializzata. Meglio ancora: sostituire proattivamente i riscaldamenti con oltre 15 anni di esercizio prima che l’urgenza detti i tempi.

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Fonti: Canton Zurigo (prescrizioni edilizie Edifici ed energia; pagine applicative per la sostituzione del riscaldamento; EN-LCC-ZH), legge cantonale sull’energia del Canton Zurigo (EnerG, §§ 11, 11a, 11b), AWEL.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026 · Autore: Redazione ecoEn